Piano Particolareggiato di Esecuzione Appennini Bassa a Jesi

Progetto

Piano Particolareggiato di Esecuzione via Appennini Bassa 

Collocazione

Jesi (AN)

Anno

2011

Stato

Progetto esecutivo

Dimensioni

9516m2

Committente

Comune di Jesi

Gruppo di lavoro

Lorenzo Rossi, Marco Paleco, Sara Rossi

Relazione 

1) L’area
L’idea progettuale proposta  parte dall’analisi delle le caratteristiche dell’area e del contesto in cui è situata.  La zona oggetto dello studio denominata “Appennini Bassa”  è un’area di completamento localizzata nei pressi di Colle Paradiso ai margini nord ovest della città, a est di una nuova lottizzazione denominata “Appennini Alta”. 

L’area presenta una parte a forma di rettangolo allungato di larghezza di circa 25 metri e un’altra zona di forma triangolare più larga. La zona allungata costituisce una zona filtro tra l’edificato compreso tra via Paradiso e via Appennini e la via Appennini stessa, che è una strada a doppia carreggiata. La stessa zona è attraversata nel senso della lunghezza da un collettore fognario ad alcuni metri di profondità. La zona di forma triangolare a nord è compresa tra via Paradiso e via Appennini e si presenta in pendenza.

2) L’idea di progetto
L’obiettivo del progetto è di realizzare un piano particolareggiato innovativo che preveda oltre ad un’edificazione di elevato standard qualitativo anche un accurato studio degli spazi aperti. Lo studio dell’area insieme a considerazioni derivate dalle ricerche di mercato ci hanno portato a suggerire una soluzione che proponga l’edificazione di alloggi. La richiesta crescente di appartamenti di dimensioni più contenute rispetto qualche tempo fa, la minor disponibilità finanziaria delle famiglie, l’attenzione alle problematiche ambientali sono fattori che hanno influito sulle scelte di progetto. Si ritiene che gli obiettivi prefissati possono essere raggiunti tramite una strategia progettuale che, oltre alla suddivisione in lotti, preveda anche l’individuazione delle tipologie edilizie e la progettazione degli spazi aperti.  

L’idea di città da cui il progetto prende spunto è quella in cui lo “spazio verde” prevale su tutti gli altri spazi e genera una serie di relazioni. 

Il sistema del verde concorre alla formazione di microclimi, costituisce una barriera agli effetti negativi del traffico veicolare, è luogo di socialità e di gioco. Il sistema del verde si propone insomma come spina dorsale del progetto. 

Al contempo si cerca di allontanarsi dalle pratiche urbanistiche prevalenti che invece tendono a privilegiare le superfici asfaltate per il parcheggio considerandole come “spazi collettivi” e relegando le superfici verdi a spazi di risulta che hanno il solo scopo di soddisfare gli standard minimi. Oltre a ciò si vuole evitare l’impatto negativo al livello microclimatico e ambientale di superfici asfaltate in superficie.

L’idea di progetto è quindi quella di invertire questo concetto: l’intera area è un parco in cui diverse forme dell’abitare vengono organizzate, ora negli spazi aperti ora negli edifici.

Data la forma allungata dell’area si sceglie di concentrare l’edificato nella zona nord che offre maggiore superficie e la possibilità di disporre i fabbricati senza interrompere la continuità del verde, con lo scopo di creare uno spazio fluido e quindi fruibile. Nell’ottica di preservare la continuità dell’area si propone di non edificare nella zona sud. Costruire in questa fascia, data la sua limitata larghezza, comporterebbe interromperla nel senso trasversale. Inoltre gli edifici sarebbero troppo a ridosso di Via Appennini. Infine in questo modo si evita anche di interferire con il collettore fognario che attraversa tutta l’area e il cui spostamento significherebbe un onere non trascurabile.

La superficie fondiaria di 5500 metri quadrati garantisce una SUL di 3000 metri quadrati, che viene ripartita i 4 palazzine di due piani. Le palazzine di forma allungata sono disposte sull’area in modo da ottimizzare nel contempo l’orientamento e le relazioni con il contesto. L’idea è anche quella di creare tra gli edifici delle zone di socialità e di relax. L’organizzazione degli alloggi in quattro edifici invece che in otto, oltre a portare vantaggi dal punto di vista distributivo, contribuisce a diminuire l’incidenza dei costi dei costruzione sul prezzo delle singole unità immobiliari.

Gli edifici sorgono su uno spazio verde che segue l’inclinazione naturale del terreno. Il dislivello tra via Appennini e via Paradiso è l’occasione per ricavare al di sotto di questa superficie un piano interrato in cui sono organizzati i garage e altri locali. 

Le auto accedono ai parcheggi interrati al di sotto degli edifici dal lato su via Paradiso 

Il piano interrato comune ai quattro edifici (ma eventualmente divisibile), potrebbe ospitare oltre ai garage e a ripostigli anche degli spazi collettivi. 

3) Gli spazi aperti e il sistema del verde
L’intera area è concepita come un grande parco che interagisce con il contesto per migliorare il microclima e il comfort al suo interno.  Verranno previste piantumazioni intensive e sempreverdi dove sarà necessario avere uno schermo dall’inquinamento dovuto al traffico. La funzione di ombreggiamento estivo verrà garantita dall’inserimento di specie arboree a latifoglie inserite tra l’edificato e negli spazi aperti dove è prevista la sosta.

La zona a sud rimane quindi libera dall’edificazione e ospita la zona di verde pubblico. Una zona per lo sport con un campetto polivalente (calcetto, tennis, pallacanestro), due zone per i giochi dei bambini e zone per la sosta e il relax. Viene prevista una superficie minima di parcheggi in superficie (secondo quanto previsto dagli standard). La restante superficie di parcheggi viene prevista nel piano interrato, in parte a servizio delle abitazioni e in parte di uso pubblico.

4) I percorsi
All’interno di tutta l’area i percorsi sono pedonali e ciclabili. Alcuni percorsi attraversano l’area edificata mentre altri collegano l’area pubblica sia nel senso della lunghezza che trasversalmente. Questi percorsi garantiscono l’accesso alle varie funzioni. Si evitano quindi percorsi carrabili per evitare interferenze e per chiari motivi ambientali. Come già spiegato prima i posti auto sono sotterranei sotto la parte edificata e in superficie solo una piccola zona di servizio all’area verde.

5) Cohousing
Il concetto di cohousing, nato in scandinavia negli anni 60, è una forma di comunità residenziale che si basa sulla condivisione di servizi comuni. Senza estremizzare questa forma di abitare si è pensato di adottarla in maniera che ragionevolmente si possa adeguare alla mentalità delle nostre latitudini.

Senz’altro la condivisione più logica è quella dello spazio parcheggio così come di un locale lavanderia. Sarebbe anche interessante continuare l’esperimento con l’introduzione anche di una palestra comune e di una zona wellness. Tutti questi spazi potrebbero essere ricavati nel piano interrato, adeguatamente illuminato tramite lucernari. Sempre al di sotto della piastra verde su cui sono situate le palazzine potrebbero essere ricavati, dei locali commerciali per generi di prima necessità. La zona infatti è priva di esercizi commerciali. Recenti ricerche economiche hanno evidenziato l’importanza dei piccoli esercizi commerciali (soprattutto alimentari, drogherie o piccoli supermercati) di quartiere, facilmente raggiungibili a piedi, in alternativa ai grandi centri commerciali. 

La risalita dal piano interrato avviene tramite corpi scala-ascensore che portano sulla superficie verde. Altra condivisione raccomandata è quella dello spazio verde tra gli edifici e delle loro attrezzature.

6) La sostenibilità
Ci si propone inoltre di adottare gli obiettivi di PRG per quanto riguarda i criteri di sostenibilità ambientale (Allegato 2, NTA Variante generale del PRG):

a) la conservazione, la tutela e la valorizzazione dell’ambiente naturale;

b) la valorizzazione della rete ecologica in territorio urbano e rurale;

c) la conservazione e il ripristino di condizioni di permeabilità dei suoli anche

negli interventi edilizi diffusi;

d) la difesa e l’incremento del patrimonio botanico-vegetazionale anche in

contesto urbano;

e) l’individuazione di prestazioni ambientali da garantirsi nello sviluppo insediativo, favorendo la realizzazione di edifici caratterizzati da una maggiore qualità ecologica.

Criteri di sostenibilità alla scala urbanistica

La scelta di organizzare le unità immobiliari in soli 4 corpi di fabbrica presenta diversi vantaggi sia per quanto riguarda la suddivisione degli spazi, sia dal punto di vista della sostenibilità, perchè ottimizza le superfici di chiusura esterno/interno, riducendo notevolmente le dispersioni termiche.  

Verranno adottati i criteri di sostenibilità alla scala urbana tramite: il progetto bioclimatico che garantisca un adeguato orientamento degli edifici oltre all’impiego della vegetazione come barriera di protezione e per la formazione del microclima, il progetto della mobilità e della sosta (privilegiare i percorsi pedonali e ciclabili), progetto della permeabilità dei suoli, il progetto dell’illuminazione pubblica (uniformità di illuminazione, risparmio energetico), progetto di comfort acustico, progetto adeguato dei lotti. 

Criteri di sostenibilità alla scala edilizia

Orientamento ottimizzato dei fabbricati in modo da sfruttare al meglio gli apporti dell’energia solare e i caratteri climatici del luogo. Ottimizzazione delle pareti finestrate per ridurre le perdite di calore in inverno e il surriscaldamento in estate. 

Principi costruttivi e sostenibilità

Dal punto di vista costruttivo il primo obiettivo è quello della riduzione del consumo di energia, ottimizzando la coibentazione dell’involucro edilizio ed eliminando i ponti termici. Saranno impiegati materiali biocompatibili. Inoltre vengono utilizzati sistemi solari passivi e a guadagno diretto come le serre solari. 

La struttura portante in pilastri e solai in cemento armato costituisce una massa per l’inerzia termica. Mantiene di notte il calore accumulato durante il giorno in inverno e in estate contribuisce al raffrescamento diurno avendo accumulato il fresco durante la notte. I tamponamenti sono in pannelli di legno prefabbricati che oltre ad essere composti da materiali biocompatibili sono di veloce e facile montaggio.

Inoltre ci si propone di avvalersi di tutte quelle tecnologie di prefabbricazione e industrializzazione dell’edilizia che permettono un controllo dei costi, del processo produttivo, e della qualità.

Impianti

Per quanto riguarda gli impianti il primo obiettivo sarà l’incremento della loro efficienza energetica. Sarà inoltre valutato (anche economicamente) l’impiego di tecnologie per la produzione di energie alternative, come i pannelli solari per acqua calda sanitaria e fotovoltaici integrati nel rivestimento metallico delle coperture oppure un impianto geotermico.

Oltre a ciò verranno adottati accorgimenti come l’uso di regolazioni termostatiche sugli elementi di diffusione del calore, l’utilizzo di acque meteoriche con cisterne per la raccolta, il contenimento dei consumi idrici con dispositivi di scarico wc a doppio tasto e rubinetterie monocomando a frangigetto. Impianto elettrico verrà progettato in modo da ridurre l’inquinamento elettromagnetico. 

Tipologia 

La tipologia più adeguata alla strategia di progetto adottata è quella a stecca. Da una parte infatti è una geometria compatta che evita sprechi energetici e ottimizza lo spazio, dall’altra la forma allungata permette di realizzare in ogni appartamento un doppio affaccio e quindi una migliore aerazione. Nei corpi di fabbrica di larghezza 10 metri e lunghezza che va dai 32 ai 37 metri sono organizzate le unità abitative su due piani. Ogni scala serve 4 appartamenti che sono dotati per la maggior parte (quelli più grandi) di terrazze. Dal punto di vista dimensionale le tipologie abitative sono tre: da una da 85, una da  65 e una 40 metri quadri.  L’offerta corrisponde quindi a quella individuata dalla ricerca di mercato. Si privilegiano le zone giorno, mentre le camere sono di dimensioni contenute senza però rinunciare al comfort.

Piano Particolareggiato di Esecuzione Appennini Bassa a Jesi

Progetto
Piano Particolareggiato di Esecuzione Appennini Bassa a Jesi

Collocazione

Jesi (AN)

Anno

2011

Stato

Progetto esecutivo

Dimensioni

9516m2

Committente

Comune di Jesi

Gruppo di lavoro

Lorenzo Rossi, Marco Paleco, Sara Rossi

Relazione 

1) L’area
L’idea progettuale proposta  parte dall’analisi delle le caratteristiche dell’area e del contesto in cui è situata.  La zona oggetto dello studio denominata “Appennini Bassa”  è un’area di completamento localizzata nei pressi di Colle Paradiso ai margini nord ovest della città, a est di una nuova lottizzazione denominata “Appennini Alta”. 

L’area presenta una parte a forma di rettangolo allungato di larghezza di circa 25 metri e un’altra zona di forma triangolare più larga. La zona allungata costituisce una zona filtro tra l’edificato compreso tra via Paradiso e via Appennini e la via Appennini stessa, che è una strada a doppia carreggiata. La stessa zona è attraversata nel senso della lunghezza da un collettore fognario ad alcuni metri di profondità. La zona di forma triangolare a nord è compresa tra via Paradiso e via Appennini e si presenta in pendenza.

2) L’idea di progetto
L’obiettivo del progetto è di realizzare un piano particolareggiato innovativo che preveda oltre ad un’edificazione di elevato standard qualitativo anche un accurato studio degli spazi aperti. Lo studio dell’area insieme a considerazioni derivate dalle ricerche di mercato ci hanno portato a suggerire una soluzione che proponga l’edificazione di alloggi. La richiesta crescente di appartamenti di dimensioni più contenute rispetto qualche tempo fa, la minor disponibilità finanziaria delle famiglie, l’attenzione alle problematiche ambientali sono fattori che hanno influito sulle scelte di progetto. Si ritiene che gli obiettivi prefissati possono essere raggiunti tramite una strategia progettuale che, oltre alla suddivisione in lotti, preveda anche l’individuazione delle tipologie edilizie e la progettazione degli spazi aperti.  

L’idea di città da cui il progetto prende spunto è quella in cui lo “spazio verde” prevale su tutti gli altri spazi e genera una serie di relazioni. 

Il sistema del verde concorre alla formazione di microclimi, costituisce una barriera agli effetti negativi del traffico veicolare, è luogo di socialità e di gioco. Il sistema del verde si propone insomma come spina dorsale del progetto. 

Al contempo si cerca di allontanarsi dalle pratiche urbanistiche prevalenti che invece tendono a privilegiare le superfici asfaltate per il parcheggio considerandole come “spazi collettivi” e relegando le superfici verdi a spazi di risulta che hanno il solo scopo di soddisfare gli standard minimi. Oltre a ciò si vuole evitare l’impatto negativo al livello microclimatico e ambientale di superfici asfaltate in superficie.

L’idea di progetto è quindi quella di invertire questo concetto: l’intera area è un parco in cui diverse forme dell’abitare vengono organizzate, ora negli spazi aperti ora negli edifici.

Data la forma allungata dell’area si sceglie di concentrare l’edificato nella zona nord che offre maggiore superficie e la possibilità di disporre i fabbricati senza interrompere la continuità del verde, con lo scopo di creare uno spazio fluido e quindi fruibile. Nell’ottica di preservare la continuità dell’area si propone di non edificare nella zona sud. Costruire in questa fascia, data la sua limitata larghezza, comporterebbe interromperla nel senso trasversale. Inoltre gli edifici sarebbero troppo a ridosso di Via Appennini. Infine in questo modo si evita anche di interferire con il collettore fognario che attraversa tutta l’area e il cui spostamento significherebbe un onere non trascurabile.

La superficie fondiaria di 5500 metri quadrati garantisce una SUL di 3000 metri quadrati, che viene ripartita i 4 palazzine di due piani. Le palazzine di forma allungata sono disposte sull’area in modo da ottimizzare nel contempo l’orientamento e le relazioni con il contesto. L’idea è anche quella di creare tra gli edifici delle zone di socialità e di relax. L’organizzazione degli alloggi in quattro edifici invece che in otto, oltre a portare vantaggi dal punto di vista distributivo, contribuisce a diminuire l’incidenza dei costi dei costruzione sul prezzo delle singole unità immobiliari.

Gli edifici sorgono su uno spazio verde che segue l’inclinazione naturale del terreno. Il dislivello tra via Appennini e via Paradiso è l’occasione per ricavare al di sotto di questa superficie un piano interrato in cui sono organizzati i garage e altri locali. 

Le auto accedono ai parcheggi interrati al di sotto degli edifici dal lato su via Paradiso 

Il piano interrato comune ai quattro edifici (ma eventualmente divisibile), potrebbe ospitare oltre ai garage e a ripostigli anche degli spazi collettivi. 

3) Gli spazi aperti e il sistema del verde
L’intera area è concepita come un grande parco che interagisce con il contesto per migliorare il microclima e il comfort al suo interno.  Verranno previste piantumazioni intensive e sempreverdi dove sarà necessario avere uno schermo dall’inquinamento dovuto al traffico. La funzione di ombreggiamento estivo verrà garantita dall’inserimento di specie arboree a latifoglie inserite tra l’edificato e negli spazi aperti dove è prevista la sosta.

La zona a sud rimane quindi libera dall’edificazione e ospita la zona di verde pubblico. Una zona per lo sport con un campetto polivalente (calcetto, tennis, pallacanestro), due zone per i giochi dei bambini e zone per la sosta e il relax. Viene prevista una superficie minima di parcheggi in superficie (secondo quanto previsto dagli standard). La restante superficie di parcheggi viene prevista nel piano interrato, in parte a servizio delle abitazioni e in parte di uso pubblico.

4) I percorsi
All’interno di tutta l’area i percorsi sono pedonali e ciclabili. Alcuni percorsi attraversano l’area edificata mentre altri collegano l’area pubblica sia nel senso della lunghezza che trasversalmente. Questi percorsi garantiscono l’accesso alle varie funzioni. Si evitano quindi percorsi carrabili per evitare interferenze e per chiari motivi ambientali. Come già spiegato prima i posti auto sono sotterranei sotto la parte edificata e in superficie solo una piccola zona di servizio all’area verde.

5) Cohousing
Il concetto di cohousing, nato in scandinavia negli anni 60, è una forma di comunità residenziale che si basa sulla condivisione di servizi comuni. Senza estremizzare questa forma di abitare si è pensato di adottarla in maniera che ragionevolmente si possa adeguare alla mentalità delle nostre latitudini.

Senz’altro la condivisione più logica è quella dello spazio parcheggio così come di un locale lavanderia. Sarebbe anche interessante continuare l’esperimento con l’introduzione anche di una palestra comune e di una zona wellness. Tutti questi spazi potrebbero essere ricavati nel piano interrato, adeguatamente illuminato tramite lucernari. Sempre al di sotto della piastra verde su cui sono situate le palazzine potrebbero essere ricavati, dei locali commerciali per generi di prima necessità. La zona infatti è priva di esercizi commerciali. Recenti ricerche economiche hanno evidenziato l’importanza dei piccoli esercizi commerciali (soprattutto alimentari, drogherie o piccoli supermercati) di quartiere, facilmente raggiungibili a piedi, in alternativa ai grandi centri commerciali. 

La risalita dal piano interrato avviene tramite corpi scala-ascensore che portano sulla superficie verde. Altra condivisione raccomandata è quella dello spazio verde tra gli edifici e delle loro attrezzature.

6) La sostenibilità
Ci si propone inoltre di adottare gli obiettivi di PRG per quanto riguarda i criteri di sostenibilità ambientale (Allegato 2, NTA Variante generale del PRG):

a) la conservazione, la tutela e la valorizzazione dell’ambiente naturale;

b) la valorizzazione della rete ecologica in territorio urbano e rurale;

c) la conservazione e il ripristino di condizioni di permeabilità dei suoli anche

negli interventi edilizi diffusi;

d) la difesa e l’incremento del patrimonio botanico-vegetazionale anche in

contesto urbano;

e) l’individuazione di prestazioni ambientali da garantirsi nello sviluppo insediativo, favorendo la realizzazione di edifici caratterizzati da una maggiore qualità ecologica.

Criteri di sostenibilità alla scala urbanistica

La scelta di organizzare le unità immobiliari in soli 4 corpi di fabbrica presenta diversi vantaggi sia per quanto riguarda la suddivisione degli spazi, sia dal punto di vista della sostenibilità, perchè ottimizza le superfici di chiusura esterno/interno, riducendo notevolmente le dispersioni termiche.  

Verranno adottati i criteri di sostenibilità alla scala urbana tramite: il progetto bioclimatico che garantisca un adeguato orientamento degli edifici oltre all’impiego della vegetazione come barriera di protezione e per la formazione del microclima, il progetto della mobilità e della sosta (privilegiare i percorsi pedonali e ciclabili), progetto della permeabilità dei suoli, il progetto dell’illuminazione pubblica (uniformità di illuminazione, risparmio energetico), progetto di comfort acustico, progetto adeguato dei lotti. 

Criteri di sostenibilità alla scala edilizia

Orientamento ottimizzato dei fabbricati in modo da sfruttare al meglio gli apporti dell’energia solare e i caratteri climatici del luogo. Ottimizzazione delle pareti finestrate per ridurre le perdite di calore in inverno e il surriscaldamento in estate. 

Principi costruttivi e sostenibilità

Dal punto di vista costruttivo il primo obiettivo è quello della riduzione del consumo di energia, ottimizzando la coibentazione dell’involucro edilizio ed eliminando i ponti termici. Saranno impiegati materiali biocompatibili. Inoltre vengono utilizzati sistemi solari passivi e a guadagno diretto come le serre solari. 

La struttura portante in pilastri e solai in cemento armato costituisce una massa per l’inerzia termica. Mantiene di notte il calore accumulato durante il giorno in inverno e in estate contribuisce al raffrescamento diurno avendo accumulato il fresco durante la notte. I tamponamenti sono in pannelli di legno prefabbricati che oltre ad essere composti da materiali biocompatibili sono di veloce e facile montaggio.

Inoltre ci si propone di avvalersi di tutte quelle tecnologie di prefabbricazione e industrializzazione dell’edilizia che permettono un controllo dei costi, del processo produttivo, e della qualità.

Impianti

Per quanto riguarda gli impianti il primo obiettivo sarà l’incremento della loro efficienza energetica. Sarà inoltre valutato (anche economicamente) l’impiego di tecnologie per la produzione di energie alternative, come i pannelli solari per acqua calda sanitaria e fotovoltaici integrati nel rivestimento metallico delle coperture oppure un impianto geotermico.

Oltre a ciò verranno adottati accorgimenti come l’uso di regolazioni termostatiche sugli elementi di diffusione del calore, l’utilizzo di acque meteoriche con cisterne per la raccolta, il contenimento dei consumi idrici con dispositivi di scarico wc a doppio tasto e rubinetterie monocomando a frangigetto. Impianto elettrico verrà progettato in modo da ridurre l’inquinamento elettromagnetico. 

Tipologia 

La tipologia più adeguata alla strategia di progetto adottata è quella a stecca. Da una parte infatti è una geometria compatta che evita sprechi energetici e ottimizza lo spazio, dall’altra la forma allungata permette di realizzare in ogni appartamento un doppio affaccio e quindi una migliore aerazione. Nei corpi di fabbrica di larghezza 10 metri e lunghezza che va dai 32 ai 37 metri sono organizzate le unità abitative su due piani. Ogni scala serve 4 appartamenti che sono dotati per la maggior parte (quelli più grandi) di terrazze. Dal punto di vista dimensionale le tipologie abitative sono tre: da una da 85, una da  65 e una 40 metri quadri.  L’offerta corrisponde quindi a quella individuata dalla ricerca di mercato. Si privilegiano le zone giorno, mentre le camere sono di dimensioni contenute senza però rinunciare al comfort.